Chi sono

Mi chiamo Daniela Valentini,
sono sposata con Carlo e insieme abbiamo cinque figli e due nipoti.
Sono cresciuta a Roma, città che amo e al cui destino ho dedicato una parte importante della mia vita.
Ho cominciato a interessarmi di politica a partire dalle esperienze di volontariato fatte nelle comunità di base e poi nel quartiere in cui abitavo e ho cresciuto i miei figli. Quelle esperienze vivono ancora dentro di me e hanno formato sempre il modo in cui mi sono avvicinata alle cariche istituzionali che in questi anni ho ricoperto.
Perché credo che il dialogo, il confronto e la partecipazione siano il presupposto indispensabile per comprendere le esigenze e le aspettative dei cittadini e potere individuare le migliori risposte a quelle aspettative.
Credo nella pace, nella solidarietà, nel rispetto tra gli individui.
Credo che se davvero ci fossero più donne attive nella politica italiana il nostro Paese sarebbe molto diverso.
Sono queste del resto, le cose che ho imparato dagli uomini e le donne che ho avuto la fortuna di incontrare in questi anni e da cui ho capito l’importanza della politica, intesa nel suo significato più alto, per la vita di tutti noi.
Per me fare politica significa cercare di coniugare l’attenzione alla quotidianità e ai problemi del presente con la necessità di pensare il futuro.
Significa lavorare perché nessuno resti escluso.
Perché stiamo attraversando anni difficili, in cui il Paese sembra avvitato in una transizione infinita, in cui sempre più famiglie conoscono il problema concreto di arrivare alla fine del mese e, cosa forse ancora più grave, in cui i nostri giovani sembrano disorientati di fronte al futuro, troppo spesso rinchiusi in una precarietà senza certezze.
Fare politica per me significa affrontare questi problemi. Ascoltando tutti, ma anche assumendosi la responsabilità di offrire risposte e proposte concrete.
Da più di tre anni sono consigliera regionale, eletta nelle liste dell’Ulivo con 15.281 preferenze.
E sempre da oltre tre anni sono Assessore regionale all’agricoltura. Anche in questa nuova, entusiasmante esperienza ho cercato di potare quel bagaglio di esperienze e di sensibilità che hanno accompagnato da sempre la mia vita personale e politica.
Dal volontariato alla politica e l’incontro con Petroselli
Il mio impegno nel sociale è cominciato con il volontariato per i disabili nelle Comunità di base, all’AIAS di S. Paolo.
Un lavoro importante che mi ha sicuramente segnato, soprattutto nel mio rapporto con gli ultimi. Però non mi bastava.
Volevo essere utile agli altri, ma volevo anche andare oltre il volontariato, e pensai che l’adesione a un partito fosse una scelta più forte, uno strumento per cambiare le cose. Da questa riflessione nacque l’incontro con il PCI di Enrico Berlinguer e la sezione Mazzini, un incontro che ha coinciso con le battaglie per l’emancipazione femminile e il referendum sul divorzio. In quel contesto ho imparato a fare politica ma anche a guardare e rispettare gli altri. Ero una vera raccoglitrice di firme: per il verde, per un asilo o per un centro anziani del mio quartiere, e per le scuole dei miei tre figli.
Ho sempre pensato che lavorare nelle istituzioni fosse non un fine, ma uno strumento per poter cambiare le cose, e in quegli anni ne avevamo proprio bisogno.
Sono stata eletta consigliera e poi Presidente della XVII Circoscrizione, prima donna a Roma.
Il Sindaco Luigi Petroselli è stato un grande punto di riferimento della mia esperienza istituzionale. Gli devo il “modo di fare”, di lavorare, di governare, ma prima ancora il “modo di vivere le cose”, anche le più piccole.
La prima volta in Comune. Dal commercio all’AMA
Nel 1985 sono diventata Consigliere Comunale di opposizione.
Furono anni difficili in cui mi impegnai nella battaglia contro la gestione affaristica delle mense scolastiche. Un’esperienza che mi ha fatto crescere e capire quale fosse il potenziale intreccio perverso di affari e potere che strangolava Roma. Mi ha fatto capire come non si deve governare.
Nel 1993 finalmente conquistammo il Comune. La Giunta Rutelli rappresentò una prima importantissima rottura con il passato. In quegli anni fui nominata Presidente della Commissione Commercio: un settore difficile, di solito affidato agli uomini. Da lì partì la prima programmazione nel settore del commercio e dell’ambulantato.
Nel 1998 entrai nel Consiglio d’Amministrazione di AMA. Nell’azienda è stato determinante il rapporto con tutte le persone che ci lavoravano. Eletta Presidente, ho cercato di tenere insieme il mio ruolo per Roma, per i suoi cittadini e per la complessa questione dei rifiuti, con la necessità di rendere protagonisti i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali.
Insieme, abbiamo creato un progetto di rilancio e risanamento di AMA, con l’istituzione di una Società per Azioni, e abbiamo vinto la sfida del Giubileo.
La stagione di Veltroni
Nel 2001 il Sindaco Veltroni mi ha nominato Assessore al Commercio.
Un lavoro complesso ma bellissimo, in cui non sono mancate emergenze e momenti difficili. Ho avuto la fortuna e il piacere di lavorare con Veltroni.
La città in questi anni è cambiata, grazie anche alla capacità di dialogare e confrontarsi propria del metodo di governo del nostro Sindaco. Così è stato per il piano di riqualificazione dei mercati rionali, il trasferimento dei mercati generali, la battaglia contro le affissioni selvagge e per l’abbattimento dei maxi cartelloni pubblicitari che deturpano la nostra città, la campagna per il contenimento dei prezzi “Roma Spendebene”, un esempio di politica attiva a favore dei cittadini in assenza di alcun intervento da Regione e Governo.

RASSEGNA STAMPA

06/02/2012
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06/02/2012

 

 
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